Assemblea plenaria delle Diocesane 2026



Da vari anni noi Cooperatrici pastorali viviamo un appuntamento annuale insieme alle sorelle che condividono il nostro stesso carisma di dedizione alla pastorale diocesana.
I primi incontri erano finalizzati alla conoscenza reciproca e all’approfondimento del carisma comune, che assume caratteristiche e declinazioni specifiche nelle quattro diocesi in cui è presente: Milano, Padova, Vicenza e Treviso. Negli ultimi anni proviamo a confrontarci insieme su alcune questioni che ci coinvolgono tutte.
Per l’incontro annuale 2026 si è scelto di confrontarci sulle provocazioni e sollecitazioni che il mondo giovanile rivolge alla Chiesa e in particolare alla nostra vocazione di Diocesane poiché siamo coinvolte in molte esperienze rivolte alla fascia giovanile, età che è costantemente al centro di indagine e di studio (ad esempio nelle ricerche dell’Istituto Toniolo e nel Laboratorio giovani promosso dagli Istituti Superiori di Scienze Religiose di Verona e dell’Emilia).
Ci siamo lasciate provocare dalla realtà giovanile di oggi, dinamica e in continuo movimento, aiutate dal direttore della Pastorale giovanile nazionale, don Riccardo Pincerato, presbitero della diocesi di Vicenza, che abbiamo incontrato online a gennaio. Don Riccardo, illustrando gli interrogativi e le provocazioni che il mondo giovanile pone alla Chiesa, ha sottolineato come una grande sfida sia oggi rigenerare le comunità cristiane perché siano luoghi in cui gli adulti sappiano rendere ragione della propria fede e della propria vita, non tanto a parole, quanto divenendo comunità educanti capaci di accogliere e accompagnare i giovani. Perché la Chiesa possa essere come una «cena in famiglia» in cui i giovani si sentano a casa.
Nel nostro incontro in presenza, sabato 7 febbraio, ospiti del Seminario vescovile di Verona, le monache del monastero agostiniano di Pennabilli (RN) ci hanno introdotto con una riflessione biblica all’ascolto di alcune esperienze in cui siamo coinvolte nelle nostre diocesi a contatto con i giovani. Le sorelle monache hanno evidenziato nel vangelo di Marco la figura di quel ragazzo che segue Gesù dopo il suo arresto, ma fugge nudo, lasciando agli inseguitori il lenzuolo che aveva addosso, per non essere afferrato (Mc 14,43-52). Questa pagina evangelica ci provoca: anche oggi i giovani fuggono? da che cosa? e verso dove? Quel giovane potrebbe essere lo stesso che le donne trovano nel sepolcro la mattina del giorno di Pasqua e che annuncia loro che Gesù è risorto e vivo (Mc 16,1-8). Le donne cercavano una persona morta: noi cosa stiamo cercando?
Provocate da queste sollecitazioni, ci siamo poste in ascolto di alcune esperienze di pastorale giovanile delle diocesi di Milano, Padova e Treviso, a partire dalle domande: la nostra vocazione dice ancora qualcosa ai giovani e alle giovani oggi? Come i giovani e le giovani interpellano oggi la nostra vocazione?
Dalle riflessioni condivise emerge come il mondo giovanile richieda oggi un’attenzione al singolo e ai piccoli gruppi, e di poter condividere esperienze di fraternità e di vita comune accompagnati da persone adulte. La nostra vocazione e il nostro impegno mostrano che è possibile l’incontro con Gesù Cristo che salva, che vale la pena vivere fino in fondo il nostro battesimo e che è possibile vivere la dedizione alla Chiesa. La nostra femminilità e il nostro essere donne di Chiesa può essere un segno per i giovani e le giovani. Confrontandoci anche insieme alle monache di Pennabilli, collegate online a tutto l’incontro, abbiamo concluso riconoscendo come sia importante condividere con i giovani quello che ci sta a cuore, lasciandosi coinvolgere da loro, che ci provocano a diventare sorelle tra noi e con loro.
Il nostro incontro a Verona si è concluso con una visita guidata alla chiesa di San Fermo Maggiore, scoprendone la storia, l’architettura e le opere artistiche che essa racchiude, dandoci, infine, appuntamento al prossimo anno.






