Parole in libertà

Proposta di esperienza estiva per giovani ragazze dai 19 ai 30 anni

Alcune giornate di condivisione con giovani detenuti nel Carcere circondariale di Treviso (Via S. Bona Nuova 5/B – Treviso)

Quando: dalla sera di giovedì 18 luglio al pomeriggio di domenica 21 luglio 2024.

Dove: l’alloggio sarà presso la Comunità formativa delle Cooperatrici Pastorali diocesane, via S. Bona Nuova 112; da lì ci si sposterà per andare alcune ore in carcere.

Una piccola esperienza di fraternità, di scambio, dialogo e confronto con i giovani che incontreremo. In collaborazione con operatori e volontari del mondo del carcere ci saranno in quei giorni anche tempi di ascolto, di testimonianze, preghiera, riflessione personale e in gruppo.

L’iscrizione deve avvenire entro e non oltre il 16 giugno per motivi legati a passaggi burocratici che consentono l’accesso al carcere (serve copia della carta d’identità in pdf)! 

I posti sono limitati.

Quota di partecipazione: 100 euro.

Per ulteriori informazioni e per iscriverti, puoi contattarci:

Per Treviso: Luigina 333881192 – cooperatricipastorali@diocesitreviso.it

Per Vicenza: Sara 3495614884 – sara.biscaro80@gmail.com

Sui passi di san Paolo da Antiochia a Perge

Pellegrinaggio delle Cooperatrici pastorali diocesane in Turchia. Incontro con le tracce del passato raccontato negli Atti degli Apostoli e i piccoli germogli della chiesa di oggi

«Ad Antiochia per la prima volta i discepoli furono chiamati cristiani» (At 11,26). Da questa città della Turchia è iniziato il pellegrinaggio delle Cooperatrici pastorali con il loro assistente, don Virgilio, dal 27 aprile al 5 maggio scorsi. Questa esperienza, inizialmente prevista lo scorso anno nella ricorrenza dei trent’anni dall’inizio della vocazione, era stata rinviata a causa del terremoto che il 6 febbraio 2023 aveva pesantemente colpito Turchia e Siria. Ad Antakya sono visibili spiazzi di macerie, edifici gravemente danneggiati, e innumerevoli container dove vive la popolazione rimasta. Il parroco ci racconta come la piccola comunità cattolica latina – in Turchia i cristiani sono circa il 3% della popolazione, i cattolici di rito romano (latini) corrispondono allo 0,15% – vive l’ecumenismo celebrando la Pasqua nella stessa data dei cristiani ortodossi e promuove il dialogo interreligioso (in questa zona la popolazione islamica è prevalentemente alawita, a differenza della maggioranza in Turchia, sunnita). Dopo una visita all’antica Seleucia, siamo state ospiti in vescovado a Iskenderun – la cui cattedrale è crollata a causa del terremoto – dove ci è stato donato di incontrare il nuovo vescovo, padre Antuan Ilgit, gesuita turco, e ascoltare la storia della sua vita e del suo ministero; e di dialogare con padre Carmelo e Mario, focolarini, missionari. Ci hanno raccontato che molti giovani turchi entrano nelle chiese cristiane incuriositi, o dubbiosi, talvolta provocanti, e chiedono informazioni su Gesù, sul Dio dei cristiani, sulle scelte della chiesa cattolica latina… «Il cristianesimo non è una religione, è una persona: Gesù Cristo!»: questo è stato ribadito da chi abbiamo incontrato; il cristiano è chiamato a essere testimone della persona viva di Gesù risorto.

Siamo state accolte anche da quattro monache di clausura presenti in un’ala del vescovado: sono giovani della famiglia religiosa del Verbo Incarnato che manifestano il volto di una chiesa gioiosa, accogliente e fraterna.

Dopo aver pregato nella chiesa di san Paolo a Tarso, ora museo, siamo salite a Konya, città profondamente religiosa il cui profilo è costellato di minareti. Lì vive Mariagrazia Zambon, consacrata nell’Ordo virginum e inviata come fidei donum dalla diocesi di Milano, che cura l’esigua comunità cristiana formata da studenti africani trasferiti per studio in Turchia, da profughi di Siria, Iran e Afghanistan, fuggiti perché cristiani, e da una manciata di cattolici turchi. I profughi, che con dolorose separazioni dalla famiglia e dalla patria affrontano un drammatico viaggio nella speranza di raggiungere l’Europa ed essere aiutati dai fratelli cristiani, non riescono a credere che nelle nazioni europee non sono accolti, non sono voluti, vengono respinti.

Dopo una tappa nell’antica Antiochia di Pisidia, ora Yalvac, il nostro pellegrinaggio si è concluso ad Antalya, città di mare turistica e occidentalizzata, vicina all’antica città di Perge che ora è un museo a cielo aperto dove continuano gli scavi archeologici e le scoperte. In questa grande città l’unica chiesa è una cappella ricavata in una casa privata in affitto, voluta per accompagnare i tedeschi che vivono ad Antalya. Molto ancora abbiamo visto, ascoltato e gustato grazie alla competenza della guida Murat, all’abilità dell’autista Sayim e alla sapienza di padre Paolo Bizzeti che ci ha guidate in questo pellegrinaggio intrecciando per noi la Parola di Dio scritta dagli apostoli e quella incarnata dai cristiani di ieri e di oggi in Turchia: ci auguriamo che molti altri possano farne esperienza!

Guarda, c’è una casa e qualcuno che ti aspetta!

Hai voglia di percorrere un pezzo di strada insieme ad altri giovani e scoprire una nuova
possibilità di vita non troppo lontano da casa tua? Tranquilli, ragazzi e ragazze, nessun
secondo fine.
Noi, giovani che abbiamo fatto quest’esperienza, ci siamo lanciati in questa avventura con il
desiderio di sperimentarci e di metterci alla prova.
“Benvenuto a casa tua” è un’iniziativa della Pastorale giovanile e delle Cooperatrici Pastorali
Diocesane che ha permesso a diversi giovani di vivere nella casa delle Cooperatrici a Santa
Bona per quattro settimane. Noi ragazzi, che l’abbiamo scelta per questo momento della
nostra vita, siamo stati colpiti dall’ospitalità delle Cooperatrici e dalla loro cura materna per
noi che non avevamo mai incontrato. Ci sono stati momenti di riflessione, di condivisione, di
preghiera, di gioco, di buon cibo e di incontro con persone che ci hanno dato la loro
testimonianza.
Un esempio ne è la visita fatta ad una famiglia affidataria che ci ha impressionato per la sua
forza e determinazione nella scelta di accogliere bambini in affido e lasciarli partire quando è
arrivato il momento.
Oppure l’incontro con una giovane ragazza, che dopo un periodo di formazione con le
Cooperatrici, ha deciso di consacrarsi all’interno della Comunità Papa Giovanni XXIII. Ad
ascoltarla c’erano entrambi i gruppi che hanno partecipato al “Benvenuto a casa tua”. Infatti
l’iniziativa è stata organizzata due volte, a novembre e tra febbraio e marzo.
Questo tempo è stato per noi solo l’inizio di nuove amicizie e percorsi di vita che continuano
tutt’ora. Nella disponibilità ad aprirci e ad ascoltare gli altri abbiamo conosciuto persone simili
a noi e allo stesso tempo con tanto di diverso. Molte sono state le occasioni di condivisione
nello studio, nel gioco, in cucina e a tavola che ci hanno fatto sentire una famiglia e abbiamo
avuto anche la possibilità, compatibilmente con i nostri impegni di studio o di lavoro, di
metterci a servizio in casa e fuori.
Ogni giovane in fondo vuole essere indipendente e uscire di casa e questa è stata
l’occasione giusta per incamminarci su questa strada, che sicuramente ha dossi, buche e
curve ma che è anche piena di scoperte e sorprese. Non è stato necessario avere tanto
tempo libero, ognuno ha avuto i suoi tempi e i suoi spazi ma allo stesso tempo ha
sperimentato cosa vuol dire vivere al di fuori della propria famiglia.
E tu? Avresti il coraggio di buttarti in un’esperienza simile? Non stare seduto in attesa del
“momento giusto”, non rimanere seduto a sognare mentre il mondo va avanti senza ciò che
hai da offrirgli. Alzati e abbraccia la vita!
Anna, Matilde, Raffaele

Abbiamo visto il Signore!

Il Tempo Pasquale è un tempo di grazia che la liturgia ci offre per vivere e meditare i misteri della resurrezione di Cristo.

Nel saluto che i nostri fratelli e sorelle ortodossi usano scambiarsi in questi giorni – non solo in chiesa, ma anche per strada, in famiglia, ovunque – è racchiusa la forza di un annuncio semplice, ma profondo, che va al cuore della nostra fede: “Cristo è risorto!” “Sì. È veramente risorto!” Qui si fonda la certezza che tutti siamo stati salvati e che a tutti viene offerta la possibilità di trovare in questa salvezza la risposta alle tante domande di senso che ognuno e ciascuno si pone durante la vita terrena.

La missione e il servizio delle Cooperatrici pastorali diocesane ha trovato e trova ispirazione proprio dal Tempo Pasquale. Nel mattino di Pasqua, il Signore affida a Maria Maddalena un comando: “Va’ dai miei fratelli e di loro” (Gv 20,17). L’annuncio del Vangelo è affidato a una donna e alle donne che avevano seguito Gesù dalla Galilea (Lc 8,1 ss) fino al calvario e al sepolcro vuoto. Anche nelle prime comunità cristiane altre donne, dopo aver ricevuto la buona notizia del Vangelo, diventeranno capaci di riportare la comunità dei discepoli alla fonte, alla sorgente della vita. Donne di preghiera, capaci di cogliere la presenza di Dio in tutte le cose, soprattutto nel fluire delle vicende della vita della piccola e grande storia.

Oggi come allora, anche noi siamo inviate ad andare ad annunciare a tutti gli uomini e a tutte le donne, “la bellezza dell’amore salvifico manifestato in Gesù Cristo morto e risorto” (EG 36).

L’annuncio del Vangelo ci spinge a coltivare sempre più una relazione personale con il Signore della vita. Attraverso la sua Parola impariamo nella quotidianità dei giorni uno stile di cura e di carità, che si esprime nel servizio all’interno della pastorale Parrocchiale, di Collaborazione, Vicariale e Diocesana. Più vero e desiderato è l’incontro con Gesù Risorto, più gioioso e carico di speranza è l’annuncio e il servizio.

Ci sentiamo interpellate dalle vicende della storia di questo tempo e in forza della nostra femminilità crediamo che solo rimanendo in dialogo e in un atteggiamento di ascolto profondo e di servizio, potremmo continuare a portare la lieta radicalità del Vangelo che ci spinge a non trattenere l’amore e a raccontare alle sorelle e a i fratelli che “abbiamo visto il Signore!”.

Benvenuto a casa tua

“Benvenuto a casa tua” è una proposta di vita comunitaria accompagnata, per giovani dai 20 ai 35 anni. Vuole offrire l’opportunità di vivere insieme riscoprendo il bello della vita comune e del cercare Dio insieme a fratelli e sorelle. Ciascun giovane si trasferisce per il tempo dell’esperienza, che può durare da una settimana ad un mese, negli spazi della casa delle Cooperatrici Pastorali Diocesane, in via Santa Bona Nuova 112, Treviso.
La proposta dura 4 settimane corte: il venerdì nel tardo pomeriggio ciascun partecipante torna alla propria casa di origine, per rientrare la domenica per dormire.
La condivisione della vita tocca tutti gli aspetti: la cura della casa, gli orari, le spese, i pasti, i confronti, la preghiera… Ognuno mantiene i propri impegni di lavoro, studio, servizio…
L’esperienza ha un numero di posti limitati; chi è interessato può contattarci per un primo incontro di conoscenza: Elena 3481497425; giovani@diocesitreviso.it

Non ho paura di volare

Proposta vocazionale per giovani

Le Cooperatrici di Treviso e di Vicenza propongono un percorso per giovani che desiderino mettersi in ascolto del Signore e fare verità nella propria vita, così da comprendere e rispondere con gioia alla Sua chiamata.

Per informazioni:

Diocesi di Treviso

Luigina 333 3881192 – don Virgilio 338 6854709

cooperatricipastorali@diocesitreviso.it

Diocesi di Vicenza

Sara 349 5614884

sara.biscaro80@gmail.com

Contributo 8XMille

Con riconoscenza rendiamo noto che, anche quest’anno, il Vescovo di Treviso ha concesso un contributo di 60.000 euro, derivante dall’8 per mille destinato alla Diocesi, a favore dell’Associazione pubblica Cooperatrici Pastorali Diocesane, al fine di poter sostenere attività pastorali a favore di varie persone e ambiti. In particolar modo le Cooperatrici si prendono cura di un’assistenza spirituale ad anziani, a famiglie e a giovani. Alcune specifiche e mirate azioni pastorali e caritative sono rivolte anche a persone in carcere e a persone che vivono particolari disagi sociali.

Inoltre siamo riconoscenti per aver anche ricevuto un contributo di 30.000 euro a favore della comunità formativa. Le Cooperatrici infatti provvedono alla formazione di ragazze che si sentono chiamate a consacrare la loro vita al Signore nella forma della Cooperatrice pastorale diocesana e a servire la Chiesa diocesana attraverso azioni pastorali rivolte al bene di tutti gli uomini.

Colgo l’occasione per rinnovare il mio e nostro grazie al Vescovo e all’ufficio Economato della nostra diocesi.

Cordialmente, Maria Marangon.

Nomina della Moderatrice ed elezione del Consiglio

Con decreto del 5 giugno 2023, il vescovo di Treviso ha nominato la Moderatrice per il prossimo quadriennio, rinnovando il mandato di Maria Marangon.

Il giorno 6 giugno ed è stato eletto il nuovo Consiglio, che la coadiuverà nell’accompagnare e sostenere tutto il gruppo: Vera Giacomin, Debora Niero e Paola Pasqualini.

Grate al Signore per questo dono e a queste nostre sorelle per la disponibilità a mettersi a servizio, auguriamo loro di poter sempre agire e camminare insieme e sempre per il bene di tutto il gruppo.

TOK TOK. Proposta estiva 2023

Proposta di esperienza estiva per giovani ragazze dai 20 ai 35 anni

Cooperatrici pastorali diocesane di Treviso e Vicenza

La proposta: alcune giornate di condivisione con le donne detenute del carcere femminile della Giudecca a Venezia.

Quando: dal pomeriggio di giovedì 24 a domenica 27 Agosto 2023

Dove: l’alloggio sarà presso la comunità delle suore di Maria bambina (di fronte alla stazione FS), casa “La Veronica”, Santa Croce 558; da lì ci si sposterà ogni giorno per andare alcune ore in carcere, due pomeriggi e la domenica mattina.

Una piccola esperienza di fraternità che vuole essere scandita da tempi di ascolto di testimonianze-formazione, servizio in carcere, preghiera e riflessione personale e in gruppo.

L’iscrizione deve avvenire entro e non oltre il 20 giugno (posti limitati), per motivi legati a passaggi burocratici che consentono l’accesso al carcere (serve pdf copia della carta d’identità)!

Quota di partecipazione: 100 euro.

Per ogni info puoi contattare:

Per Treviso: Luigina 333881192 – cooperatricipastorali@diocesitreviso.it

Per Vicenza: Sara 3495614884 – sara.biscaro80@gmail.com

Contributo 8xmille

Con riconoscenza rendiamo noto che, anche quest’anno, il Vescovo di Treviso ha concesso un contributo di 60.000 euro, derivante dall’8 per mille destinato alla Diocesi, a favore dell’Associazione pubblica Cooperatrici Pastorali Diocesane, al fine di poter sostenere attività pastorali a favore di varie persone e ambiti. In particolar modo le Cooperatrici si prendono cura di un’assistenza spirituale ad anziani, a famiglie e a giovani. Alcune specifiche e mirate azioni pastorali e caritative sono rivolte anche a persone in carcere e a persone che vivono particolari disagi sociali.

Inoltre siamo riconoscenti per aver anche ricevuto un contributo di 30.000 euro a favore della comunità formativa. Le Cooperatrici infatti provvedono alla formazione di ragazze che si sentono chiamate a consacrare la loro vita al Signore nella forma della Cooperatrice pastorale diocesana e a servire la Chiesa diocesana attraverso azioni pastorali rivolte al bene di tutti gli uomini.

Colgo l’occasione per rinnovare il mio e nostro grazie all’ufficio Economato della nostra diocesi.

Cordialmente, Maria Marangon.